In occasione dell’assemblea generale dell’Unrae, il presidente Jacques Bousquet ha rivolto una sorta di appello alle istituzioni con alcune indicazioni volte a risollevare l’industria dell’auto, che nel corso dell’ultimo biennio ha registrato notevoli cali di vendite che hanno portato alla possibile chiusura di 1 concessionario su 5.

“Un settore – ha ricordato il numero uno dell’associazione che rappresenta i costruttori esteri in Italia – che dà lavoro a 1,2 milioni di persone e che contribuisce al 16,6% del  gettito fiscale complessivo”.

Unrae parte dalle cifre con cui presumibilmente si chiuderà il 2011: 1,75 milioni di nuove immatricolazioni, in calo del 10,8% sul 2010. Numeri troppo bassi per far sopravvivere tutti i soggetti della filiera, soprattutto se si pensa che per il 2012 – stando così le cose e senza misure da parte del governo – le previsioni indicano un ulteriore calo del 4% fino a 1,68 milioni, con diminuzione ancora maggiore per i veicoli commerciali.

Diverse invece le previsioni a livello mondiale, visto che per il biennio 2012-2013 si prevede una crescita del 18% con 84,9 milioni di vetture vendute, grazie soprattutto a Brasile, Cina e India mentre Europa e Giappone vivono un momento di stagnazione.

Che cosa fare allora? “Il nostro obiettivo è riportare il mercato nazionale a toccare nuovamente quota 2 milioni con interventi che non costino nulla allo Stato ma che incentivino l’acquisto per giovani e famiglie”.